Marianne Chouinard

Enseignante spirituelle, Auteure, Conférencière, Formatrice et Coach de vie

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La battaglia delle calorie tra pandoro e panettone

Posted on December 6, 2018 at 10:00 AM

Non esiste Natale che si rispetti senza un'immagine che riporti in primo piano dolciumi vari, tra cui gli immancabili:

il pandoro e il panettone.

Ma quanto ne sappiamo di questi antichi e popolari dolci che allietano i nostri pranzi e le nostre cene natalizie?!

Ciò che tutti conoscono è il notevole apporto calorico che entrambi sono in grado di dare, anche se soltanto pochi sono in grado di quantificare le calorie e i grassi nascosti.

Il panettone è un prodotto dolciario da forno a pasta morbida, come la normativa vigente lo descrive, i cui ingredienti obbligatori sono: farina di frumento, zucchero, uova di gallina di cat.A (uova fresche) in quantità tali da garantire non meno del 4% del tuorlo, burro in quantità non inferiore al 16%, uvetta e scorze di agrumi canditi in quantità non inferiore al 20%, lievito naturale e sale.

Il pandoro è considerato allo stesso modo un prodotto dolciario da forno a pasta molle, ma cambiano le quantità di alcuni ingredienti; contiene farina di frumento, zucchero, uova di gallina fresche nella stessa quantità indicata per il panettone, burro in quantità non inferiore al 20%, lievito, sale e aroma di vaniglia o vanillina.

Complessivamente il pandoro è più calorico del panettone a causa del maggior quantitativo di grassi animali (burro).

Leggendo le etichette possiamo infatti riscontrare le 615 calorie di fetta di pandoro contro le 550 circa di una fetta di panettone, con un apporto di grassi di circa 13g per il panettone contro i 30g per il pandoro.

Questo significa, in termini semplici, che una fetta di questi dolci è equiparabile a una porzione di pasta o riso, ma una fetta di pandoro equivale a circa 4 cucchiai di olio contro i 2 cucchiai di una fetta di panettone.

Concludendo: va bene concedersi qualche piacere, nel rispetto della convivialità e del gusto, ma rimanendo pur sempre consumatori attenti e consapevoli. Pertanto è bene evitare di assumere nella stessa giornata entrambi i dolci e non bisogna mai eccedere nella quantità, ne basta una fetta, meglio ancora se lontano dai pasti principali.

Buone feste

Prevenire le infiammazioni del colon rafforzando la flora batterica intestinale

Posted on October 24, 2018 at 1:20 PM

Nel nostro tubo digerente ci sono milioni di batteri, che convivono tranquillamente con un organismo diverso da loro: il corpo umano. Questa pacifica coabitazione è detta mutualismo e l'insieme dei batteri prende il nome di flora batterica intestinale o più propriamente microbiota intestinale.

 

Avere cura della nostra flora intestinale è un atto dovuto alla salute, perché la presenza di batteri nel nostro intestino agevola e rende più leggera la digestione di alcuni alimenti, favorisce la formazione di alcune vitamine e rende possibile i processi di fermentazione. Pensiamo, ad esempio al batterio bifidus che produce la vitamina B1 o all'Escherichia coli, in grado di produrre vitamine B1, B2, B12 e vitamina K.

 

A seguito di cattiva alimentazione, terapia antibiotica o patologie specifiche, la flora batterica può subire una forte alterazione, provocando malnutrizione e malassorbimento, che sono la causa più frequente di coliti o enteriti e di patologie ancor più gravi. Al fine di preservare il nostro microbiota, che alcuni scienziati considerano ormai un organo a sé, è importante assumere periodicamente probiotici, ovvero sostanze in grado di apportare beneficio al nostro intestino.

Come possiamo fare prevenzione custodendo questi batteri buoni anziché distruggerli?

 

Io suggerisco di mangiare almeno uno yogurt al giorno, preferibilmente con fermenti lattici vivi, bianco intero o magro. Gli yogurt alla frutta contengono infatti molti zuccheri e nono sono indicati perché alzano il nostro picco glicemico provocando anche iperinsulinemia. Qualora il nostro intestino sia stato sottoposto a stress, si consiglia l'ingestione di fermenti lattici vivi per bocca per ripristinare i batteri e permettere il normale funzionamento dell’intestino.

 

Le buone norme alimentari per la ripresa dell'attività scolastica e sportiva dopo la pausa estiva

Posted on August 27, 2018 at 3:30 AM

A Settembre riprendono le attività scolastiche e sportive e spesso il fisico non è pronto a ricominciare studi, allenamenti e gare. Mentalmente si è più predisposti a riprendere la routine quotidiana, ma il corpo ha tempi diversi e ha bisogno di depurarsi e rieducarsi a una sana alimentazione prima di qualsiasi ripresa.

Dopo la pausa estiva, infatti, sono molti i fastidi che normalmente i pazienti lamentano: stipsi, difficoltà digestive, disturbi del sonno, ansia e tanta stanchezza.

Perché tutto questo?

La risposta è semplice: in autunno tutti gli errori estivi vengono a galla. Il primo motivo sono i tempi dettati dalla frenesia vacanziera: andiamo a letto più tardi e ci alziamo altrettanto tardi così da alterare i nostri ritmi biologici. Questo si traduce in una alterata secrezione della melatonina, lo stesso ormone che si usa nel ripristino del jet lag. È infatti utile riprendere le sane abitudini lentamente, aiutandosi anche con l’integrazione di melatonina per favorire un buon riposo notturno. Se il sonno non è riposante, durante la giornata si avvertirà più fame con conseguente ricerca di cibi “comfort food” che possano appagare i nostri vuoti affettivi piuttosto che le reali necessità fisiologiche.

C’è poi l’intestino impigrito da sedentarietà, scelte alimentari completamente sbagliate, ansia e stress da ripresa dei ritmi lavorativi. Come possiamo aiutarlo?

Cerchiamo di incrementare l’apporto idrico a 3 Litri di acqua al giorno da bere durante l’arco di tutta la giornata, aiutandoci anche con tè verde e tisane a base di cardo mariano e tarassaco, utili per il processo di depurazione dell’organismo. Per rinforzare il nostro microbiota intestinale, quell’insieme di batteri che pesa circa 1,5Kg nel nostro intestino, assumiamo probiotici e fermenti lattici dall’esterno. Tra i cereali consiglio maggiormente: orzo, farro e crusca d’avena. Il discreto contenuto di fibre, vitamine e minerali aiuta a rinforzare il sistema immunitario. In particolare la crusca d’avena assunta nella misura di uno o due cucchiai a colazione nello yogurt o nel latte, aiuta ad aumentare il volume fecale e a migliorare il problema della stipsi e, nel contempo, regola l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, dando senso di sazietà all’organismo.

Bastano dunque poche semplici regole per riprendere correttamente le abitudini scolastiche, lavorative e sportive dopo la pausa estiva: un po’ di movimento, meno ansia e stress, più fibre e probiotici, meno zuccheri e grassi.


L'autunno porta a tavola i colori

Posted on September 11, 2017 at 12:55 AM
L'estate volge al termine e il nostro organismo si prepara ad affrontare l'inverno attraversando l'autunno, stagione piena di incertezze climatiche che inevitabilmente si ripercuotono sulle nostre abitudini alimentari. L'aria diventa ogni giorno più fresca e il clima più piacevole, spazzando via il calore e l'afa estiva. Per affrontare al meglio il cambio di stagione la nostra alimentazione deve essere varia e colorata per rafforzare le difese immunitarie e prevenire le prime influenze. L'Autunno ci permette di portare a tavola un arcobaleno di colori variegato. Gli alimenti che caratterizzano questa stagione hanno infatti tonalità calde che richiamano le sfumature della terra. Questi colori sono indice della presenza di vitamine e antiossidanti, che esercitano un'azione benefica sulla salute. Frutta e verdura sono certamente tra i cibi più indicati, ma è necessario consumarli rispettandone tempi di coltura e stagionalità. L'Autunno ci regala arance e mandarini, verdure a foglia larga, funghi e legumi, zucca gialla e carote. Queste ultime sono particolarmente ricche di Vitamina A e Vitamina C, amiche del sistema immunitario e importanti nella prevenzione di infezioni da parte di agenti esterni. Il loro caratteristico sapore dolciastro le rende particolarmente adatte a preparare piatti deliziosi: risotto a base di zucca gialla con foglie di prezzemolo aromatizzato al curry. Tutti noi sappiamo che la classica spremuta di arance è un concentrato di Vitamina C o acido ascorbico, che esercita un'azione protettiva sul nostro organismo, ma ricordiamoci di consumarla nel medesimo tempo in cui è stata preparata, affinché non perda le sue proprietà. Possiamo inoltre preparare un'insalata a base di arance e finocchi, condita con olio e limone, sfruttando e unendo le proprietà diuretiche e depurative di una verdura al potere curativo di un frutto. Attenzione alle castagne e ai marroni, che, con il loro colore caldo che ricorda la terra, spesso allietano il fine pasto di molti italiani. In realtà tuttavia, per il loro alto contenuto in carboidrati complessi e il loro valore nutrizionale, si prestano bene a sostituire i primi piatti o i contorni a base di patate, ma non sono adatti a essere consumati come dessert e pertanto invito a moderarne l'assunzione, soprattutto dopo un pasto già abbondante. Sfruttiamo il colore caldo delle verdure autunnali per dare gioia alla nostra tavola e aiuteremo anche il nostro umore, abituato ai soliti piatti monotoni. Con l'Arrivo dell'autunno, stagione di transizione, ci sentiremo in sintonia con le sfumature della terra e la preparazione, unita alla presentazione di pietanze che sfruttino queste meravigliose tonalità di colori, saranno un valido aiuto per il nostro completo benessere, che va dal cervello all'intestino, passando per il cuore.

Consigli per combattere la sindrome del colon irritabile

Posted on September 10, 2017 at 1:35 PM
Tra le patologie più diffuse del nostro secolo c'è la sindrome del colon irritabile, un disturbo cronico per molti, un episodio sporadico per altri. Ma di cosa stiamo parlando? La colite è un'infiammazione del colon di natura psicosomatica le cui causa non vanno ricercate esclusivamente nelle scelte alimentari, ma anche nello stress e nell'approccio alla vita quotidiana. Prima di assumere farmaci che possano lenire la sintomatologia, è bene sapere che l'alimentazione può fare molto, anche arrivare a curare completamente il problema. Ma da sola non basta se non si sceglie di seguire uno stile di vita sano ed evitare picchi di ansia che riacutizzano l'infiammazione. Gli alimenti da evitare nella fase acuta sono: salse molto condite come i ragù, vino, caffè, fritture, latte e derivati e in particolare formaggi molto acidi e piccanti, peperoncino, fibre e cibo integrale, pane bianco fresco, grassi cotti, conserve in genere, cacciagione e salumi. Gli alimenti che al contrario bisognerebbe preferire per spegner l'infiammazione sono: infusi e tè anche zuccherati, caffè diluiti e accompagnati da biscotti secchi, succhi di frutta non eccessivamente acidi, pasta al burro, crema di riso, semolino, vitello lesso e scaloppine di vitello, fesa di tacchino, pollo lesso o ai ferri, pesce alla piastra, patate lesse. Tra i formaggi suggerisco di assumere la crescenza o la ricotta, che contengono poco lattosio e anche poche calorie a confronto con altri formaggi stagionati. Tra la frutta e la verdura meglio scegliere: purea di carote, spinaci lessi ma cotti con una noce di burro, mele crude grattugiate o cotte al forno con un pizzico di cannella, pere cotte e passate. Si consiglia inoltre di accompagnare sempre le pietanze con una fetta di pane tostato o due fette biscottate. Non possiamo dimenticare la flora batterica intestinale, il nostro organo deputato a digerire quello che noi non possiamo. Bisogna averne cura assumendo yogurt e fermenti lattici per bocca periodicamente per rafforzarla, soprattutto a seguito di terapia antibiotica o forti stress. Se curiamo il nostro microbiota, cureremo anche la sindrome del colon irritabile.

Salute per il cuore e per la mente con la dieta mediterranea

Posted on February 21, 2017 at 11:05 AM
La scienza conferma tutti i benefici del regime alimentare della nostra area geografica Non si contano più ormai le ricerche sulla dieta mediterranea. Solo l'ultima settimana ha visto la pubblicazione e divulgazione di due studi sul regime alimentare che il fisiologo Ancel Keys, già nella seconda metà del dopoguerra, venne a studiare proprio in Italia. Fu sempre lui il primo a elogiarlo, proponendolo come modello di dieta da seguire per prevenire i disturbi cardiovascolari. Poca carne, pesce, uova, latte e derivati, cereali integrali, frutta e verdura, olio extravergine d'oliva e vino rosso: questo è ciò che prevede la dieta mediterranea, con particolare attenzione alla varietà nella distribuzione dei cibi nell'arco della settimana. L'assunzione di olio extravergine d'oliva nella moderata quantità di 4 cucchiai al giorno migliora i livelli di colesterolo buono, come emerge da una ricerca dell'Hospital del Mar Medical Research Institute, a Barcellona, pubblicata sulla rivista Circulation. Un'altra indagine compiuta da Felice Jacka della Deakin University in Australia ha dimostrato che coloro che scelgono di seguire la dieta mediterranea sono in grado di contrastare la depressione, al punto da provocarne la completa guarigione. Questo vale soprattutto riducendo gli zuccheri semplici a favore di quelli complessi, ovvero scegliendo prodotti integrali con indice glicemico basso. Ancora oggi nessun regime alimentare vanta così tante conferme dal mondo scientifico ed è per questo che bisogna conoscerlo e sposarlo. La prevenzione comincia dalla tavola, una vita lunga si ottiene perseguendo lo stile mediterraneo. Bibliografia Ansa Salute: La dieta Mediterranea ha effetti anti depressivi Ansa Salute: Dieta mediterranea con 4 cucchiai olio oliva toccasana cuore

Come comportarsi al supermercato: 5 suggerimenti per acquisti consapevoli

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Gli Italiani non badano a spese, soprattutto quando si tratta di acquistare generi alimentari! Infatti in media una famiglia italiana getta in un anno nell'immondizia 360 euro. Ma esiste un modo per evitare di sprecare soldi e cibo, tanto preziosi in tempi così difficili. Basta seguire questi semplici consigli che ci aiutano a non farci allettare dalle proposte "3x2" e a essere dagli attenti acquirenti al supermercato. 1) Occhio alla dispensa Prima di fare la spesa, dobbiamo effettivamente conoscere ciò che abbiamo accumulato nelle nostre dispense, dai detergenti ai generi alimentari a lunga conservazione. Attenzione ai prodotti a rapida scadenza e soprattutto ai cibi freschi, che si deteriorano in breve tempo e che dobbiamo esaurire prima di gettare nella pattumiera. Pertanto il mio consiglio è di consumare quello che abbiamo in casa prima di acquistare dei doppioni di prodotti nuovi. 2) Lista della spesa Il modo migliore per effettuare consapevolmente una spesa è stilare una lista dei prodotti da acquistare, così da evitare l'acquisto inutile di cibi o detergenti di cui siamo già  in possesso. Questo passaggio non può avvenire se in precedenza non abbiamo visionato le nostre dispense! Attenzione inoltre a non dimenticare a casa la lista della spesa da portare sempre con sé e durante le nostre passeggiate nei corridoi del supermercato. 3) Tieni a bada le tentazioni Il richiamo dello scaffale, soprattutto del reparto dolci o salumi, spesso è molto forte ma la nostra razionalità  dovrà  esserlo ancora di più. Scegliamo un orario adeguato, lontano dalle ore di punta e lontano dai pasti principali e andiamo a fare la spesa con la pancia piena, così da impedire al nostro languorino di sopraffare la nostra lista della spesa. 4) Ogni cosa ha la sua stagione Non ricerchiamo prodotti tropicali, frutti esotici o fuori stagione, come ad esempio le fragole a gennaio o le pesche a febbraio. Ogni cosa ha la sua stagione ed è per questo motivo che la frutta e la verdura di stagione costano meno, sono più buone e soprattutto più salutari! 5) Leggi sempre l'etichetta Leggere l'etichetta ti rende un consumatore consapevole e ti premia con l'acquisto razionale di un prodotto che sia buono, fresco e genuino. Conoscere la data di scadenza, ti impedisce di acquistare prodotti che tra due o tre giorni non potrai più consumare, ti consente di scegliere un succo che contenga realmente frutta e poco zucchero e di scartare un prodotto di cui non conosci assolutamente nessun ingrediente riportato. Impara a leggere l'etichetta sempre, sia che si tratti di un genere a lunga conservazione che di un alimento a rapida scadenza.

Fondente o al latte? Non si rinuncia alle uova di cioccolata

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Il periodo pasquale risveglia sia nei più grandi che nei più piccini il desiderio irrefrenabile di cioccolato e a pensarci bene l'immagine delle uova dolci ce la portiamo dentro sin dai nostri primi anni di vita. Ma quale tipo di cioccolata preferire? Al latte, alle nocciole o fondente? Sono davvero tante le varietà di uova proposte in commercio e prima di acquistarle sarebbe opportuno approfondire insieme le proprietà del cioccolato in modo da poter scegliere per la nostra salute e per il fortunato destinatario del cioccolato che stiamo acquistando. Confrontando la composizione nutrizionale dei vari tipi di cioccolata, ovvero fondente, a latte e bianca, non ci sono dubbi: meglio il cioccolato fondente. Prima di tutto a vincere sono le calorie: 100 g di cioccolato fondente ci danno 490 kcal contro le 550 del bianco e al latte. A parità di peso, il fondente contiene più magnesio, l'amico invisibile della nostra salute contro lo stress psicofisico e poi c'è il potassio, minerale utile nella trasmissione dell'impulso nervoso e nel meccanismo di contrazione muscolare. Il cioccolato fondente contiene anche più fosforo e più vitamina B1, ma non contiene la vitamina A che invece è molto abbondante nel cioccolato bianco e apporta meno calcio, proteine e grassi degli altri tipi di cioccolato. Un quadratino di fondente al giorno, preferibilmente al 90%, appaga la nostra voglia di dolce, ci rende più sazi e più attenti nella giornata e si suggerisce anche un'assunzione quotidiana in piccole quantità. Come studi recenti hanno confermato, il consumo del fondente migliora la performance sportiva, la capacità cognitiva, il sonno, l'umore e la pressione. Per tutti questi motivi preferiamo il cioccolato fondente anche per le uova pasquali, perché anche se festa, la salute non va in vacanza!

Il ruolo del biologo nutrizionista a tutela della salute del paziente

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Mangiare bene è il primo investimento sulla salute della persona: questa non è una semplice supposizione, ma una considerazione che ho fatto mia e dei miei pazienti. La scelta dei cibi giusti può scagionare mali futuri, soprattutto se la decisione di modificare la propria alimentazione non è un semplice cambiamento temporaneo ma una radicale metamorfosi verso uno stile di vita sano. In poche parole: l'educazione alimentare è permanente, non esiste una dieta che vi farà perdere peso e mai più recuperare i chili persi, se il nuovo stile alimentare non verrà perseguito definitivamente! Tuttavia il mio compito non è soltanto quello di indirizzare il paziente a mangiare in modo sano ed equilibrato, ma anche informarlo e formarlo affinché si documenti in modo giusto, senza cedere alle false notizie o alle bufale dei social network. L'informazione è la prima forma di educazione e quando un paziente si rivolge a un professionista, insieme al piano alimentare e ai suggerimenti sulle ricette e le modalità con cui cucinare i cibi, deve anche ricevere documenti che lo sensibilizzino al tema. Non esiste educazione alimentare senza informazione! Un altro aspetto che mi preme sottolineare è il rapporto tra cibo e psiche. Non si può parlare alla persona e suggerirgli un modo di mangiare sano, senza conoscere il suo rapporto con il cibo. Come più volte detto, parliamo del più grande contenitore di emozioni: la tristezza e la gioia trovano il loro sfogo proprio nel modo di alimentarsi. Il percorso di rieducazione prevede anche questo: rivedere quel connubio cibo- psiche che è alla base di un comportamento alimentare sbagliato. Ciò vuol dire che non si può fare da soli e che il compito del nutrizionista è anche quello di pensare al benessere totale della persona a 360 gradi, senza escludere altre figure professionali.